Noi stiamo con la capotreno.

In questi giorni siamo stati invasi da dichiarazioni contrastanti sul razzismo e gli italiani, sulla chiusura dei porti italiani all’immigrazione di massa incontrollata e alle ONG. Abbiamo assistito ad accuse di razzismo e ritrattamenti, a violenze contro italiani e stranieri. Non per ultimo l’accorato appello della capotreno che chiede a rom e zingari di “non rompere i coglioni e scendere alla prima fermata“. Il disagio della capotreno è il disagio condiviso da milioni di italiani che non possono definirsi razzisti. Ciò che sta avvenendo in questi mesi in Italia è molto preoccupante, come al solito o si è contro Salvini o si è ignoranti, o si è favorevoli all’immigrazione clandestina o si è razzisti. La verità è che da qualche anno la sinistra ha dimenticato cosa significa essere di sinistra; il popolo economicamente più debole non si sente rappresentato da Renzi, Martina, Civati o Fratoianni, che pensano solo alle unioni civili, allo ius soli, all’immigrazione o a viaggiare sulle barche delle ONG cercando lo scoop razzista e fregandosene di chi, nella migliore delle ipotesi, tutti i giorni rischia la vita nel posto di lavoro (come la capotreno), non riesce ad arrivare a fine mese e dare da mangiare ai propri figli, è sommerso dalle tasse e, come se non bastasse, vive nell’insicurezza e si spaventa a tornare a casa perché rischia di essere violentata o derubata da qualcuno. Questa è solo disperazione, ma abbiamo gli occhi chiusi per vedere le sofferenze del nostro vicino perché oggi fa più “tendenza” (per non pensare male e abbiamo tanti esempi per pensarlo…) essere accoglienti con chi viene da lontano. L’atteggiamento della capotreno è sbagliato ma va capito, va compresa la sua estrema disperazione nell’espletare il suo lavoro quotidiano, soprattutto dopo che la sinistra (imperterrita nella sua logica ottusa) ha riesumato lo spettro del razzismo, oggi unico argomento che la unisce contro lo strapotere elettorale di Salvini e dopo le ripetute pessime figure che sta facendo cercando la discriminazione dove non esiste e discriminando così gli italiani stessi. Diciamolo chiaramente, l’italiano non è mai stato veramente razzista a differenza dei popoli del resto dell’Europa e del mondo, anzi ha sempre dimostrato di essere accogliente e altruista. Quella che stiamo vivendo fra italiani ed extracomunitari è una guerra fra poveri, generata negli ultimi anni da una immigrazione incontrollata, e che adesso la sinistra sta continuando a fomentare con la parolina magica del “razzismo”. Una guerra a chi pretende meno per ogni giornata di lavoro e si affida a “caporali” senza scrupoli che reclutano manovalanza a prezzi bassissimi e quindi senza le dovute precauzioni e sicurezze; quasi sempre poveri immigrati che fanno di tutto perché sono venuti in Italia con l’idea di un paese ricco e invece si ritrovano a vivere di stenti e faticano a trovare lavoro. Le ragazzine più carine, finiscono nelle strade a prostituirsi e altri ancora sono dediti al mercato del malaffare, gestito quasi sempre da italiani. Chi è favorevole all’immigrazione incontrollata in questo contesto non ha capito nulla o fa finta di non capire perché animato da altri scopi certamente non chiari. Ecco per tutto questo l’atteggiamento della capotreno è sbagliato ma va capito, è un campanello d’allarme che non dobbiamo sottovalutare ma al contrario occorre intervenire subito.
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