A Cava Gonfalone spesi centinaia di migliaia di euro ma è tutto abbandonato.

“Nel marzo scorso ero già intervenuto per segnalare la gravità della situazione che si era venuta a creare. Ora, però, abbiamo superato, e abbondantemente, la soglia di guardia. E ritengo che continuare a girarsi dall’altra parte, dopo che i vandali hanno compiuto la loro nefanda opera, non serva a nessuno”. E’ il senso della denuncia che arriva dal presidente dell’associazione “Ragusa in Movimento”, Mario Chiavola, su uno dei progetti peggio programmati per la città. “Stiamo parlando – chiarisce Chiavola – dell’attività di riutilizzo e di piena fruizione a vantaggio della cittadinanza che era stata predisposta per Cava Gonfalone con la Soprintendenza ai beni culturali che aveva realizzato delle aree adibite a teatri, spazi espositivi, stand e negozi. Il tutto era stato pensato per valorizzare un patrimonio unico e dal pregio inestimabile considerato che non esiste al mondo una città che possa vantare sotterranei così particolari. Ma tutto è rimasto lettera morta. Sono stati spesi non sappiamo neppure quante centinaia di migliaia di euro e oggi le strutture che sono state costruite in parte sono state prese di mira dai vandali che hanno abbrutito, per quanto possibile, tutto quello che era rimasto. Avevamo chiesto, nel marzo scorso, al Comune di Ragusa di verificare come stavano le cose, di attivarsi quantomeno per cercare di salvaguardare l’esistente. Sui progetti realizzati potremmo disquisire a lungo visto che alcuni studiosi si sono lamentati del fatto che sono state distrutte le casette fatte con i muri a secco dai picconieri, le stesse che servivano ai ragusani come rifugio per la notte durante la guerra. Dopo un sopralluogo effettuato di recente dal maestro Franco Cilia, che aveva installato alcune sue opere, e dall’architetto Lara Dimartino, le cui conclusioni sono riportate in un resoconto pubblico, si evince come “buona parte delle strutture in muratura, realizzate dalla Sovrintendenza, in mattoni pieni a vista, presentano chiari segni di degrado (vetri rotti, porte distrutte, bagni deturpati), delle tre opere installate dal maestro una è stata asportata e smontata dal luogo stabilito in sede di progettazione e posizionata al centro della cavità destinata, anch’essa su progetto della Soprintendenza, ad anfiteatro e sfregiata con delle scritte indecorose”. E potremmo ancora continuare. Insomma, la situazione sembra essere sfuggita completamente dal controllo. E non è ammissibile che soldi pubblici siano gettati via in questo modo e debbano fare i conti con l’incuria, il degrado e il vandalismo. Ecco perché riteniamo opportuno che il Comune di Ragusa convochi una conferenza dei servizi per fare il punto della situazione e trovare una soluzione tesa a tutelare Cava Gonfalone. I nostri concittadini non si meritano un simile trattamento”.

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