La crisi dell’Ucraina in un vicolo cieco

Ormai in Ucraina le armi sembrano aver preso il sopravvento sulle diplomazie. Una guerra cruenta si sta svolgendo nel cuore d’Europa, con i media occidentali che continuano a stravolgere la verità. Per fortuna ci sono ancora voci libere che ci permettono di conoscere la realtà.

È il caso di Gianni Petrosillo, che dal blog “conflittiestrategie” apre squarci di verità e scrive: “Se ai separatisti fosse stato ordinato di arrivare fino a Kiev, probabilmente, in poche settimane, li avremmo già visti marciare su Majdan. Questo per spiegarvi i reali rapporti di forza sul campo, nonostante la retorica ucraina (assistita da quella atlantica) che sta raccontando una guerra mediatica rovesciata negli esiti ma che è stata persa militarmente da Kiev ancora prima di essere cominciata, facendo tanti morti civili perché aveva come principale scopo proprio la pulizia etnica dei russofoni dell’est”.
Parole che ribaltano completamente le “verità atlantiche”, smontate pezzo dopo pezzo da Petrosilli: “L’Occidente si è reso complice di questa mattanza razziale, ricorrendo allo stesso schema già visto all’opera in altre aree, nei Balcani, negli anni passati, in quanto convinto che solo un’Ucraina derussizzata avrebbe potuto essere integrata più facilmente nell’Ue e nella Nato. Il piano è ormai miseramente fallito, così come la possibilità di ricacciare la Russia fuori dalla sua orbita egemonica”.
“Ma gli americani”, ha continuato il blogger, “hanno dato agli ucraini l’ordine di tenere le posizioni fino all’ultimo uomo”.
Anche sui nuovi fatti il giornalista di “conflittiestrategie” scardina la versione occidentale: “Sono state le provocazioni di Poroshenko e soci a convincere le milizie filorusse ad attaccare a Mariupol e a chiudere la sacca di Debaltsevo, dove quasi 8000 soldati ucraini rischiano ora di fare la fine dei tonni nella rete”.
Ricordiamo che proprio i colpi sulle abitazioni civili a Mariupol hanno spinto l’Unione europea a prolungare le sanzioni contro Mosca.
Bruxelles ha preso la “palla al balzo” per continuare a colpire il Cremlino con provvedimenti del tutto inutili ed ingiusti, considerando soprattutto che le responsabilità per gli ultimi fatti ricadono interamente su Kiev.
E non è un caso che di fronte a questo sfacelo il Parlamento ucraino sta pensando di introdurre una legge che impedisca ai suoi cittadini di lasciare il Paese.
Petrosillo chiama in aiuto Mike “Mish” Shedlock, advisor di “SitkaPacific Capital Management”, per fotografare meglio la realtà ucraina: “Il governo di Kiev sta introducendo la schiavitù nei suoi confini, conculcando la libertà dei singoli. Eppure la guerra è ormai finita anche se infuria la battaglia. Questa battaglia continuerà finché gli Usa ed il FMI continueranno a finanziare l’Ucraina, col solo intento di destabilizzare la Russia ed al costo della distruzione di un intero popolo. L’Ucraina non sarà mai più un paese unito. È folle disegnare arbitrariamente le frontiere senza alcun riguardo delle credenze culturali, politiche o religiose. La guerra è finita. Kiev ha perso, anche con l’appoggio degli Stati Uniti. Lasciate che il processo di pace inizi prima che si perdano altre vite e si verifichino altre distruzioni inutili”.
Kiev si è cacciata in un vicolo cieco dal quale uscirà soltanto quando si rassegnerà, insieme ai suoi burattinai esteri, a firmare dolorose concessioni territoriali che la mutileranno per una lunga fase storica e, forse, definitivamente.
Ha concluso Gianni Petrosillo: “Questa Europa di servi non durerà ancora a lungo e non per colpa dell’euro o della crisi economica, ma per una svendita della sovranità decisionale che la sta marginalizzando sullo scacchiere globale, in un periodo di immensi sconvolgimenti geopolitici che rifaranno i connotati al pianeta. È questa la lezione più dura che gli europei stanno apprendendo dalla crisi ucraina”.

Tatiana Ovidi – Il Giornale d’Italia

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