Non è la nostra guerra

E’ una partita sporca: l’Italia paga lo scotto dell’autonomia con cui si e’ mossa negli ultimi anni in Libia sul fronte delle commesse industriali, vedi Finmeccanica. L’ho detto a Corrado Castiglioni nell’intervista pubblicata questa mattina da “Il Mattino”.
E ora Francia ed Inghilterra ce la vogliono far scontare: ma e’ sbagliato combattere una guerra per gli altri.
Altri dettano la linea e noi ci troviamo a combattere una guerra che non e’ nostra. La guerra in Italia la vogliono i pacifinti della sinistra che per rimarcare le divergenze con il governo hanno mandato le bandiere della pace in soffitta.
Avrei mille ragioni per bombardare Gheddafi, non ho mai apprezzato i suoi spettacoli in Italia, ma capivo le ragioni della realpolitik che hanno portato un calo dell’emigrazione clandestina.
Bisognava insistere per le vie diplomatiche, la resa e l’esilio di Gheddafi. Cosi’, non sappiamo cosa potra’ succedere: se il Rais viene battuto saranno altri a beneficiarne.  In caso contrario, saremo noi i traditori, e siamo a mezz’ora di volo dalla Libia.
Doveva essere una guerra per liberare la popolazione, ma e’ sicuro che i ribelli saranno piu’ democratici del Colonello. Come la metteremo con i flussi migratori?
Sara’ come un Afghanistan alle porte di casa.

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